Lara's profileUnidentified Flying Obje...PhotosBlogListsMore Tools Help

Moon Clock

Loading...

Unidentified Flying Objects

December 02

Storia di grande tecnologia

 

ARECIBO.....il grande occhio umano

 

L'osservatorio di Arecibo è situato circa 15 km a sud-sudovest da Arecibo, nell'isola di Porto Rico. Esso opera attraverso la Cornell University sotto un accordo cooperativo con la National Science Foundation (un'agenzia governativa USA). L'osservatorio è noto come il National Astronomy and Ionosphere Center (NAIC, Centro Nazionale per l'Astronomia e la Ionosfera) anche se entrambi i nomi sono ufficialmente utilizzati per riferirsi ad esso. NAIC si riferisce più propriamente all'organizzazione che dirige sia l'osservatorio che i laboratori associati e gli uffici della Cornell University.

L'osservatorio possiede un radiotelescopio formato da un'antenna di 305 metri ed è il più grande telescopio con singola apertura che sia mai stato costruito. Esso viene utilizzato principalmente per tre grandi aree di ricerca: la radioastronomia, la fisica atmosferica (utilizzando sia il radiotelescopio che la funzione LIDAR dell'osservatorio) e l'osservazione radar di oggetti del sistema solare.

Il telescopio ricevette ulteriori riconoscimenti internazionali nel 1999, quando cominciò a raccogliere dati per il progetto SETI@home.

L'antenna è stata utilizzata anche in diversi film.

 

Informazioni generali

Il radiotelescopio di Arecibo si distingue per le sue enormi dimensioni: il collettore principale ha un diametro di 304,8 metri, ed è stato costruito all'interno di un avvallamento naturale. La superficie dell'antenna è formata da 38.778 pannelli in alluminio, ciascuno dei quali misura tra 1 e 2 metri, sostenuti da una maglia di cavi di acciaio.

Sopra il disco si trova una piattaforma triangolare di 900 tonnellate che è sospesa in aria 150 m sopra il disco attraverso 18 cavi che partono da 3 torri di cemento armato, una alta 110 m e due alte 80 m (il vertice delle tre torri si trova comunque alla stessa altitudine). Su questa piattaforma è situata la ricevente, posta all'interno di una struttura a forma di mezza sfera, detta anche braccio dell'azimut, poiché può ruotare per intercettare segnali riflessi da direzioni differenti della superficie sferica e quindi ricevere segnali provenienti da differenti porzioni di cielo. Proprio a causa di questo metodo utilizzato per “centrare” il fuoco, l'antenna è un riflettore di forma sferica, infatti il suo fuoco si trova lungo una linea piuttosto che in un singolo punto (come dovrebbe essere invece in un riflettore parabolico). Questa tecnica permette al telescopio di osservare qualsiasi regione di cielo entro un cono di 40 gradi visibile verso lo zenit locale (tra -1 e 38 gradi di declinazione).

Particolare della complessa radio antenna
Particolare della complessa radio antenna

La ricevente è formata da diverse antenne lineari molto sensibili ciascuna sintonizzata su una ristretta banda di frequenze. Questi dispositivi operano immersi in un bagno di elio liquido, per mantenere una temperatura molto bassa. A queste temperature il disturbo generato dagli elettroni nelle riceventi è molto piccolo, e solo i segnali radio in arrivo, che sono molto deboli, vengono amplificati. Il sistema di Arecibo opera alle frequenze dai 50 megahertz (lunghezza d'onda di 6 m) ai 10.000 megahertz (lunghezza d'onda di 3 cm).

Nel braccio dell'azimut è situata anche la trasmittente del radar planetario da 1 MW che dirige le onde radar verso gli oggetti nel nostro sistema solare. Analizzando le eco che riceviamo possiamo avere informazioni sulle proprietà della superficie e la dinamica degli oggetti. Porto Rico è un'isola vicina all'equatore e permette al telescopio di vedere tutti i pianeti del sistema solare, tuttavia esso non è abbastanza potente da consentire l'osservazione radar oltre a Saturno.

Design e architettura

La costruzione del telescopio di Arecibo iniziò grazie al professor William E. Gordon della Cornell University, che inizialmente intendeva utilizzarlo per studiare la ionosfera della Terra. Originariamente era previsto un riflettore parabolico fisso che puntava in una direzione fissa con una torre di 150 m con la strumentazione per il fuoco. Questo progetto avrebbe avuto un utilizzo molto limitato per altre potenziali aree di ricerca, come la scienza planetaria e la radioastronomia, le quali richiedevano l'abilità di puntare verso differenti posizioni nel cielo e inseguire queste posizioni per periodi estesi a causa della rotazione della Terra. Ward Low, dell'Advanced Research Projects Agency (ARPA) eliminò questo difetto e mise Gordon in contatto con Air Force Cambridge Research Laboratory (AFCRL), a Boston, nel Massachusetts, dove un gruppo diretto da Phil Blacksmith stava lavorando sui riflettori sferici e un altro gruppo stava studiando la propagazione delle onde radio attraverso la più alta atmosfera. La Cornell University propose il progetto all'ARPA nell'estate del 1958 e nel novembre dell'anno successivo venne stipulato un contratto tra l'AFCRL e l'università. La costruzione incominciò nell'estate del 1960, con l'apertura ufficiale il 1 novembre 1963.

Scoperte

Il radiotelescopio si Arecibo ha prodotto importanti scoperte scientifiche. Il 7 aprile 1964, poco dopo l'inaugurazione, il gruppo di Gordon H. Pettengill determinò che il periodo di rotazione di Mercurio non era di 88 giorni, come era stato previsto, ma di soli 59 giorni. Nel 1968, la scoperta di Lovelace e altri della periodicità della nebulosa del Granchio (33 ms) fornì la prima evidenza fondata dell'esistenza delle stelle di neutroni nell'Universo. Nel 1974 Hulse e Taylor scoprirono la prima pulsar binaria PSR B1913+16, per la quale verrà poi assegnato loro il premio Nobel per la fisica. Nel 1982 venne scoperta la prima millisecondpulsar, PSR J1937+21, da Don Backer, Shri Kulkarni e altri. Questo oggetto ruota su se stesso 642 volte al secondo ed è rimasto fino al 2005 la pulsar più veloce conosciuta.

Nell'agosto del 1989 si ottenne la prima immagine diretta di un asteroide nella storia: il 4769 Castalia. Nell'anno seguente, l'astronomo polacco Aleksander Wolszczan scoprì la pulsar PSR B1257+12 in orbita alla quale vennero poi trovati tre pianeti (e una possibile cometa). Questi furono i primi pianeti extrasolari scoperti. Nel 1994, John Harmon utilizzò il radiotelescopio per mappare la distribuzione del ghiaccio nei poli di Mercurio.

Altri utilizzi

Il telescopio è stato utilizzato anche per scopi militari, per esempio per localizzare le installazioni radar sovietiche captando i loro segnali che rimbalzavano sulla superficie lunare. Esso è pure la sorgente dei dati per il progetto di calcolo distribuito SETI@Home proposto dal Laboratorio di Scienze Spaziali a Berkeley, l'Università della California ed è utilizzato per le osservazioni del Progetto Phoneix del Seti Institute.

Nel 1974 con il radiotelescopio venne trasmesso verso l'ammasso globulare M13 (distante circa 25.000 anni luce) il messaggio di Arecibo, un tentativo di comunicare con forme di vita extratterestri. Si trattava di un modello a 1.679 bit di 1 s e 0 s che definiscono un'immagine bitmap di 23x73 pixel la quale include numeri, figure stilizzate, formule chimiche e un'immagine grezza dello stesso telescopio.

Arecibo nella cultura popolare

L'osservatorio di Arecibo è stato utilizzato come luogo per la scena finale del film di James Bond, GoldenEye. Nel film l'ex-agente Alec Trevelyan, diventato un malvivente, usa un telescopio simile a Cuba per comunicare con un satellite russo per sparare un impulso elettromagnetico su Londra. Il telescopio potrà essere riempito con dell'acqua per farlo sembrare un lago, una cosa impossibile nella realtà in quanto presenta una superficie forata. Inoltre utilizzare il radiotelescopio di Arecibo per comunicare con un satellite in orbita attorno alla Terra è assurdo da un punto di vista tecnico.

Nell'episodio di X-Files “Little Green Man”, Fox Mulder viene inviato ad Arecibo da un senatore degli USA perché è avvenuto un contatto con una forma di vita extraterrestre. Come spesso succede nella serie, Mulder è costretto a fuggire quando arrivano le forze militari del governo USA senza riuscire ad ottenere prove definitive del contatto alieno con lui.

Il film Contact mostra Arecibo nell'ambito del progetto Seti.

L'osservatorio è pure presente nel film Specie mortale, come il luogo principale del romanzo The Listeners (1972) di James E. Gunn e come un elemento prominente nel romanzo di Mary Doria Russel The Sparrow (1996).

Nella serie radiofonica Space Force (1984) della BBC, gli alieni contattano la Terra dopo aver ricevuto il messaggio di Arecibo. Uno dei personaggi dell'episodio “The Voice from Nowhere” (La Voce dal Nulla) dice che l'osservatorio era stato chiuso e smantellato.

Possibile chiusura

Un rapporto della National Science Foundation, pubblicato il 3 novembre del 2006, parla di una diminuzione dei fondi destinati per l'osservatorio di Arecibo. Se non si troveranno altre sorgenti di fondi il telescopio verrà chiuso nel 2011. Il rapporto ha inoltre consigliato che l'80% del tempo di osservazione venga assegnato alle indagini già in corso, riducendo così il tempo a disposizione per altro lavoro scientifico. Se verranno seguiti i consigli del rapporto, il programma radar di astronomia cesserà nel settembre del 2007.

March 18

Astronautica

Astronautica - Sonde e missioni spaziali

 

 

L'inizio dell'esplorazione dello spazio può essere collocato nel 1957, quando l'Unione Sovietica lanciò il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1. Da allora è stato un susseguirsi di lanci, che hanno portato l'astronautica mondiale a conseguire tutta una serie di successi: dal primo volo umano attorno alla Terra (Y. Gagarin) fino alla conquista della Luna con l'Apollo 11.

Esaurita l'esplorazione lunare, il campo d'indagine si è allargato al Sole, ai pianeti ed ai corpi minori, con delle missioni con cui è stato possibile cartografare Mercurio, Venere e Marte, analizzare profondamente l'ambiente della nostra stella e dei pianeti gioviani, e studiare oggetti come le comete e gli asteroidi.

 

 

 

 

Classificazione delle sonde spaziali

Lo studio del sistema solare avviene mediante sonde automatiche che possiamo così suddividere:

 

 

Flyby spacecraft - Comprendono quei veicoli spaziali che effettuano ricognizioni e passaggi ravvicinati, seguendo un'orbita eliocentrica od una traiettoria di fuga, senza entrare in orbita attorno al corpo celeste da studiare (es. Voyager, Pioneer, ecc...).

Orbiter - Fanno parte di questo gruppo le sonde che analizzano un corpo celeste entrando in orbita attorno ad esso. Sono capaci di operare anche autonomamente, soprattutto quando passano sopra l'emisfero del pianeta opposto alla Terra (interruzione comunicazione) od al Sole (forte escursione termica) (es. Magellan, Galileo, Mars Odissey 2001, ecc...).

Probe - Sono delle speciali sonde progettate per lo studio dell'atmosfera dei pianeti, che generalmente non necessitano di propulsione, in quanto sono portate a destinazione da un altro veicolo spaziale, quasi sempre un orbiter (es. Probe di Galileo, Huygens di Cassini, ecc ....).

Lander - Moduli per la discesa sulla superficie dei pianeti, effettuano l'analisi del suolo (composizione e distribuzione degli elementi chimici) e degli strati atmosferici più bassi, oltre alla ripresa di immagini (es. Mars Pathfinder, Viking, ecc...). Possono essere incluse in questa categoria, anche quelle sonde che impattando con la superficie sopravvivono il tempo utile a studiare il sottosuolo (es. Luna 1, Deep space 2, ecc...).

Rover - Sonde automatiche semoventi, alimentate da batterie elettriche, che effettuano l'esplorazione della superficie e la ripresa di immagini (es. Sojourner, Jeep lunare, ecc...).

Osservatori spaziali - Particolari sonde, che seguendo un'orbita solare o terrestre, permettono di indagare e studiare l'universo, a prescindere dalle distorsioni e dalle limitazioni introdotte dall'atmosfera terrestre, e quindi non solo nel campo della luce visibile, ma anche nella restante parte dello spettro della radiazione elettromagnetica: raggi X, Ultravioletti, Gamma ed Infrarossi (es. Chandra X-Ray Observatories, Hubble Space Telescope, ecc... ).

 

 

 

Vettori di lancio

 

Tutti questi veicoli spaziali vengono portati nello spazio impiegando la propulsione di quei motori a reazione che equipaggiano i cosiddetti missili o razzi vettori, che sfruttando l'espulsione ad alta velocità di particelle, e provocando quindi una forza contraria alla gravità terrestre, sospingono in alto le sonde, permettendo a queste di sottrarsi all'attrazione gravitazionale del nostro pianeta. Come combustibile, dal lancio sino all'arrivo nello spazio esterno, vengono usati propellenti di natura solida e liquida. I primi sono più semplici da impiegare, ma i motori basati su questo genere di alimentazione possono essere avviati una volta sola. Viceversa quelli liquidi, permettono diverse riaccensioni, e quindi un più ottimale impiego. Fra gli attuali veicoli di lancio abbiamo:

Expendable Launch Vehicle - usati una volta sola, sono i famosi missili Delta, Titan, Arianne, Atlas, Proton e Soyuz.

Space Transportation System - meglio conosciuto come Space Shuttle, "navetta spaziale". Riutilizzabile per più volte, con il suo ausilio è stato posto in orbita terrestre l'H.S.T. e sono state lanciate le sonde Galileo, Magellan ed Ulysses.

 

 

 

Fase preparatoria - A.T.L.O.

Ogni missione passa attraverso una fase preparatoria, l'A.T.L.O. (Assembly, Test and Launch Operations), che comprende la costruzione, il controllo e quindi il trasporto del veicolo spaziale alla rampa di partenza, dopo la quale inizia un periodo definito "finestra", l'intervallo di tempo utile ad effettuare il lancio, che dipende dai moti della Terra e dalle posizioni dei pianeti. Infatti, al fine di poter trarre giovamento dalla velocità del nostro pianeta, il lancio sarà effettuato nella stessa direzione della rotazione o della rivoluzione della Terra, e limitato a determinati periodi del giorno, solitamente quando la linea del terminatore passa per il sito di lancio, che perciò avverrà di sera (in direzione dell'orbita) od all'alba (nella direzione contraria). Tenendo conto invece della posizione ravvicinata di pianeti, che possano eventualmente fungere da vere e proprie fionde gravitazionali per raggiungere mete più lontane, il margine di tempo si allargherà a diverse settimane.

 

 

 

Traiettorie orbitali

Raggiunto lo spazio esterno, ogni veicolo spaziale viene sospinto e posizionato su determinate traiettorie curve, dove il combustibile principale diviene la forza gravitazionale. Le sonde infatti, al pari di ogni altro corpo del sistema solare, rispondono alle regole dettate dalle leggi di Keplero, muovendosi quindi secondo delle orbite ellittiche, in senso diretto o retrogrado, che saranno caratterizzate dagli stessi parametri di quelle dei pianeti: gli elementi orbitali.

Una volta lanciata ogni sonda può essere considerata come posta su un'orbita eliocentrica, per cui per raggiungere qualsiasi destinazione dovranno essere effettuate delle opportune correzioni orbitali, avvalendosi anche dell'attrazione derivante da passaggi ravvicinati con masse planetarie, che avverranno avvicinandosi ad un pianeta da dietro, mentre questo procede verso il Sole, così da ottenere un incremento della sua velocità, od in maniera contraria, per effettuare una decellerazione.

 

 

 

Sistemi di monitoraggio della missione

Durante il viaggio il veicolo spaziale sarà continuamente monitorato attraverso il Deep Space Network, che avvalendosi delle tre stazioni, dislocate a 120° di longitudine l'una dall'altra (USA, Spagna ed Australia), in modo da avere una copertura totale, instaurerà una comunicazione bidirezionale tramite la quale verranno rilevati i seguenti valori:

Velocità - misurando le variazioni di frequenza dei segnali radio (effetto doppler), con le quali si otterrà la velocità relativa alla Terra;

Distanza - dal tempo occorrente fra la trasmissione e la successiva ricezione di un segnale radio.

Riguardo a quest'ultimo parametro, si utilizzeranno anche altri metodi:

Triangolazione - come avviene per le misurazioni terrestri, impiegando due fra le stazioni del DSN;

Very Long Baseline Interferometry - effettuata ancora una volta con due stazioni del DSN, che immediatamente dopo aver tracciato il percorso della sonda, saranno puntate verso una pulsar di cui si conoscono con precisione le coordinate astronomiche. Da questo metodo si ricaveranno velocità e distanza radiali.

Conoscendo questi valori è dunque possibile seguire le sonde spaziali nei loro viaggi interplanetari, anche se esse sono comunque dotate di sistemi per la navigazione ottica, basati sul puntamento di determinate stelle, del Sole e di altri oggetti celesti. Nel calcolo delle traiettorie vanno considerati inoltre diversi fattori (vento solare, attrito atmosferico, ecc....), che se non preventivamente calcolati possono provocare un'inutile dispendio di tempo e di risorse economiche, se non addirittura il mancato obiettivo della missione o la perdita del veicolo. Per far fronte a questi imprevisti le sonde sono quindi dotate di piccoli razzi che entrano in funzione per apportare le correzioni di traiettoria od anche durante le operazioni di inserimento in orbita.

 

 

 

Inserimento in orbita

Soprattutto quest'ultima operazione è abbastanza delicata in quanto ogni sonda, nel momento in cui inizierà ad orbitare attorno ad un pianeta, sarà praticamente occultata da esso, che ne impedirà anche ogni comunicazione con la Terra, sino a quando essa non riemergerà dall'altra parte. La traiettoria iniziale sarà di forma ellittica, per essere poi "circolarizzata" mediante la tecnica dell'aerobreaking, ossia avvalendosi dell'attrito con gli strati atmosferici, che frenando il veicolo ne ridurranno automaticamente il periodo orbitale e quindi il punto di massima distanza dal pianeta.

 

 

Generalmente le orbite seguite sono di due tipi:

 

 

Equatoriali - od a bassa inclinazione, per effettuare lo studio dell'atmosfera, degli eventuali satelliti ed anelli e quindi della magnetosfera;

 

 

Polari - quando bisogna effettuare la mappatura della superficie o lo studio delle regioni prossime ai poli.

Finita la missione le sonde vengono fatte precipitare sul pianeta, ma a volte accade che esse, sebbene operino in un'ambiente talmente ostile ed usurante, siano ancora in ottimo stato da essere destinate ad un prosieguo, magari verso altri corpi celesti ed altre destinazioni, così come è successo per le sonde Voyager e Pioneer.

 

 

 

 

 

 

February 28

LA LUNA

 

 
 
 
 MySpace

  Inseparabile compagna della Terra, la Luna è il corpo celeste più vicino a noi, e per questo ben visibile, anche se non avendo una fonte energetica interna essa risplende solo per via della luce solare riflessa dalla sua superficie.

 

 

 

 

Caratteristiche generali

Le sue dimensioni, pari a circa un quarto di quelle terrestri, fanno di essa un mini pianeta che probabilmente si è formato per l'aggregazione di materiale meteoritico adiacente all'orbita terrestre durante il periodo di formazione del sistema solare.

In origine è molto probabile che sulla Luna vi sia stata attività vulcanica, lo dimostrano i reperti prelevati durante le missioni Apollo, analizzando i quali si riconoscono strutture simili a quelle presenti attorno ai vulcani terrestri. In particolare sono sicuramente di tale tipo quei canali che sembrano essere i resti dell'erosione esercitata dal materiale magmatico fuoriuscito miliardi di anni fà da fratture createsi sulla superficie.

 

Mancando un'atmosfera, la temperatura ha una forte escursione termica fra la parte illuminata e quella buia, raggiungendo anche un massimo di oltre un centinaio di gradi. Inoltre la gravità, essendo solo un sesto di quella terrestre, rende il satellite del nostro pianeta un mondo completamente inospitale.

In ultima analisi c'è da ricordare come la Luna ed il nostro pianeta

Friendster

siano legati da una forza di mutua attrazione che si rende evidente nel fenomeno delle maree e che produce un rallentamento della rotazione della Terra, con la conseguenza che il giorno terrestre va continuamente ed impercettibilmente aumentando.

 

 

 

Strutture lunari

La Luna ha una superficie accidentata composta da zone montuose miste a pianure che vengono denominate mari (nulla a che vedere con i nostri, data l'assenza di acqua presente solo sotto forma di ghiaccio nelle zone polari). La più famosa di queste regioni è il Mare della Tranquillità, dove il 21 luglio 1969 sbarcò l'Apollo 11 aprendo le porte all'esplorazione umana del nostro satellite naturale. Sono comunque degni di nota anche l'oceano Procellarum ed il mare Imbrium, che per le loro vaste dimensioni sono visibili persino ad occhio nudo.

Nella superficie lunare, che conosciamo ormai dettagliatamente fin nei minimi particolari, spiccano inoltre quegli immensi crateri che sono i resti di un remoto bombardamento meteoritico. Tre di essi, chiamati coi nomi di altrettanti grandi astronomi del passato, Tolomeo, Tycho e Copernico, sono visibili dalla Terra anche con un modesto binocolo visti i loro diametri che rispettivamente ammontano a 153, 87 e 90 km.

Image hosting

La Luna, come dicevamo, è composta anche da catene montuose, che raggiungono in alcuni casi i 9000 m di altezza, e che sono state battezzate con nomi simili alle analoghe strutture terrestri. Fra esse ricordiamo le Alpi, i Carpazi e gli Appennini lunari.

 

 

Fasi lunari

A seconda della posizione lungo la propria orbita la Luna è vista da ogni località della Terra con angolazioni diverse, e così la sua superficie appare completamente, parzialmente o per niente illuminata dalla luce solare diretta.

Partendo infatti dalla fase di Luna Nuova essa inizia a mostrare la classica falce che cresce ogni giorno sino a diventare un disco nella fase di Luna Piena, per cominciare quindi a decrescere successivamente sino ad annullarsi nuovamente in una Luna Nuova.

 

 

 

Ciclo delle fasi lunari

L'intero ciclo delle fasi lunari, praticamente l'intervallo di tempo compreso fra due fasi uguali, dura circa 29,5 giorni è viene chiamato anche periodo sinodico o lunazione. Esso si compone di quattro fasi principali, separati a loro volta da altrettanti momenti MySpaceintermedi che in successione vengono definiti:

Luna Nuova - La Luna si trova nella stessa direzione del Sole (congiunzione), e perciò tramonta e sorge con esso. Non è visibile, essendo occultata dall'intensa luce solare, anche se nei giorni immediatamente precedenti o seguenti, quando essa mostra una esile falce, è debolmente illuminata dalla luce cinerea ossia dai raggi solari riflessi dal nostro pianeta. Ha un'età di 0 giorni.

Luna Crescente - La Luna mostra un disco parzialmente illuminato per meno della metà che è rivolto verso Ovest.

Primo Quarto - A 90° dal Sole verso Est (quadratura), la Luna sorge e tramonta 6 ore dopo di esso mostrando mezzo emisfero illuminato che si trova rivolto verso Ovest. L'età è di 7,4 giorni.

Gibbosa Crescente - La porzione di disco illuminato ammonta ad oltre la metà.

Luna Piena - Dalla parte opposta al Sole (opposizione), la Luna è completamente illuminata. Sorge e tramonta in maniera opposta al Sole, ossia con una differenza di 12 ore (180°), ed ha un'età di 14,7 giorni.

Gibbosa Calante - Il disco lunare appare illuminato per oltre metà, ma in fase decrescente.

Ultimo Quarto - Il nostro satellite sta per completare il giro, si trova infatti nuovamente a 90° dal Sole, ma questa volta verso Ovest, per cui sorge e tramonta 6 ore prima. L'emisfero illuminato volge ad Est ed ha un'età pari a 22,1 giorni.

Luna Calante - La frazione illuminata del disco lunare continua a decrescere mostrando ancora una piccola parte che si trova rivolta verso Est.

Da ricordare inoltre come dall'età della luna alle ore zero del primo gennaio, valore che viene chiamato epatta, si ricavi la data della Pasqua e di tutte le altre feste religiose ad essa collegate, e che la parte illuminata è separata dall'altra, durante le fasi parziali, da una linea detta terminatore dove i raggi solari, a causa dell'angolo d'incidenza molto piccolo, fanno risaltare tutti i particolari della superficie.

 

 

 

 

Moti lunari

Image hosting

La Luna, essendo soggetta alle leggi della meccanica celeste come tutti gli altri corpi del sistema solare, compie un moto di rotazione attorno al proprio asse ed un moto di rivoluzione attorno alla Terra descrivendo un'orbita che risulta inclinata rispetto all'eclittica di circa 5 gradi.

 

 

 

Moto di rivoluzione lunare

Durante l'orbita attorno alla Terra, la Luna presenta una velocità orbitale variabile in maniera inversamente proporzionale alla distanza dal nostro pianeta (il cui valore medio ammonta a 384400 km). Ragion per cui avremo un minimo ed un massimo della velocità orbitale, a seconda che essa si trovi rispettivamente all'apogeo (il punto più lontano dalla Terra) od al perigeo (il punto più vicino alla Terra).

La direzione è da Ovest verso Est, mentre per il moto apparente del cielo, a causa della contemporanea rotazione della Terra nello stesso verso, la Luna sembrerà come trascinata dalla volta celeste in senso contrario, e perciò da Est verso Ovest. Tutto ciò si traduce in realtà in uno spostamento medio diurno, verso Est e rispetto alla sfera celeste, di circa 13°, che conseguentemente causerà un ritardo degli istanti di levata e tramonto pari a quasi 50 minuti.

 

 

Moto di rotazione lunare e librazioni lunari

La Luna compie inoltre una rotazione attorno al proprio asse, ma grazie alla perfetta sincronia fra questo movimento ed il suo moto di rivoluzione, essa volgerà sempre la stessa faccia verso la Terra, a causa delle reciproche interazioni gravitazionali. Praticamente è come una persona che girando attorno ad un tavolo mostra sempre lo stesso lato, compiendo alla fine un giro su se stessa.

Tuttavia la parte visibile non è come si potrebbe pensare limitata alla metà del globo lunare, ma allargata ad un 10% in più della superficie. Questo grazie al fenomeno delle librazioni, praticamente delle oscillazioni del corpo lunare che agiscono sia in longitudine che in latitudine. Nel primo caso, a causa della differente velocità orbitale, saranno visibili di volta in volta delle porzioni oltre i lembi orientale ed occidentale, mentre nel secondo caso, vista l'inclinazione dell'asse, saranno visibili alternativamente ora il polo Nord ed ora il polo Sud.

 

 

 

Images for your blogPrincipali periodi lunari

Mese Siderale - la durata del periodo di rivoluzione che ammonta a 27,3 giorni;

Mese Sinodico (o lunazione) - l'intervallo di tempo compreso fra due fasi uguali che è pari a 29,5 giorni;

Mese Draconico - l'intervallo di tempo compreso fra due successivi passaggi allo stesso nodo orbitale, che è pari a 27,2 giorni;

Mese Anomalistico - il periodo compreso fra due successivi passaggi al perigeo che è uguale a 27,5 giorni.

 myspace layout

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

myspace layout

February 27

cominciamo dall'inizio

le immagini le potete trovare nella zona foto...album roswell 1947

Roswell 1947

Nel 1947, la R.A.F. (Roswell-Army-Airfield) era in licenza per una unione aerea , ed era il 50 gruppo bombardieri. Durante la prima settimana di Luglio tutti, sia quelli nella base che no, erano allertati sin dalla metà di Maggio. L'America fu presa in ciò che gli storici avrebbero chiamato più tardi la grande mania degli UFO del 1947. Dall'altra parte appena venivano riportate segnalazioni di strani oggetti dai bar, fastfood, ristoranti, e a Roswell, venivano riferite storie di misteriosi Krout Balls e Foo Fighter che si rincorrevano con caccia bombardieri sull'Europa e il Pacifico, ma ve ne fu uno che sarà ricordato come un fatto storico da tenere in mente. Negli anni, subito dopo la seconda guerra, il termine disco volante non necessariamente doveva significare una macchina volante di un altro pianeta.

 

 

 

Roswell Daily Record (8 luglio 1947)

 

 

 

Record l'8 Luglio fu accettato inevitabilmente. Il titolo era RAAF CAPTURES FLYING SAUCER ON RANCH IN ROSWELL REGION ( trad. "La RAAF cattura un oggetto volante in un ranch nella regione di Roswell"). La storia riportava che un certo ufficiale Marcel avesse ricevuto un pezzo del disco volante da un non identificato rancher. Servizi telegrafici e stazioni radio facevano a gara per dare per prima la notizia sui dischi volanti connessi con la storia. Vi era molto eccitamento, un editore locale più tardi dichiarava di come era un piccolo editore che con questa storia veniva ascoltato fino a Roma e Parigi. Ma qualcosa stava cambiando e il numero seguente del Daily Record riportava che Marcel si era sbagliato (vedi figura sotto).

 E' il 9 Luglio e sul Ramey Empties Roswell Source, Ramey, comandante delle forze Eight Air Force of Force Karcestre Worth, in Texas, dichiara che i resti che aveva trovato Marcel erano semplicemente pezzi di un pallone meteorologico solo di "nuova" concezione....

                                .                                       

 

 

 

Roswell Daily Record (9 luglio 1947)

 

 

 

 

D'altra parte non c'erano dubbi, le forze armate distribuirono una foto che mostrava Marcel chinato vicino ai resti di un pallone meteorologico (figura sotto). 


Anche Brazel, il misterioso rancher, racconta la sua storia dicendo che lui e suo figlio avevano trovato un relitto il 14 Giugno e sono ritornati a riprenderlo il 4 Luglio dopo aver sentito le storie sui dischi volanti. Brazel si domanda se ciò che ha trovato appartenga realmente alle macerie di un presunto disco. La storia va avanti ed è riferita allo sceriffo locale il 7 Luglio che poi la notifica a Marcel. L'ufficiale visita Brazel e ritorna alla base con il relitto.

Il rapporto ufficiale parla che sia stato ritrovato un oggetto non meglio identificato di 12 piedi realizzato con una particolare plastica grigia, di una cabina di un pallone, carta,pezzi di specchi e svariate matasse di lunghe stecche di 3 piedi. Assenti dai materiali il motore e il propellente.

 La conferenza di Ramey e le foto di Blazer che ritraevano il  pallone, schiacciarono la storia iniziale dell'urto del disco volante che sino al 1978 apparteneva ai ricercatori di ufo come parte dell'incidente Roswell Ufo 1947.

L'idea di qualcosa più significante di un pallone esploso risale al 1978.

Durante un intervista televisiva l'ufficiale Marcel raccontò di materiali ritrovati vicino ai campi di Corona, presumibilmente appartenenti al disco, che incendiati non bruciavano e di presunti corpi di entità aliene sulle quali sarebbero state eseguite anche delle autopsie. I giornalisti attribuirono tutto all'ufo di Roswell e alcuni di loro insieme ad una nuova generazione di testimoni che erano bambini nel 1947 durante l'incidente portarono avanti il caso.

I nuovi referti governativi dichiaravano tutt'altro. "Non vi sono questioni, è solo una copertura" dichiarò  il ricercatore di Ufo Kevin Randle che scrisse due libri su Roswell: la questione è, cosa nascondono i nuovi referti? Un pallone meteorologico oppure un Ufo con dei corpi alieni.

                                                            

Nel luglio 1947 degli strani detriti caduti dal cielo furono rinvenuti in un ranch del New Mexico (USA) e subito recuperati dai militari della vicina base aeronautica di Roswell. Si trattava di fogli di materiale simile a plastica metallizzata, bastoni di legno leggero, nastri, anelli di alluminio, ed una piccola scatola. In quel periodo si parlava molto dei primi avvistamenti di UFO, ed una sorprendente ed incauta dichiarazione di un portavoce della base cito' un "disco" recuperato. Una conferenza tenuta subito dopo chiari' pero' che si trattava, piu' banalmente, dei resti di un pallone metereologico, e dello schermo riflettente a forma di disco che permetteva ai radar di seguirlo.

Per 35 anni la comunita' ufologica internazionale dimentico' il fatto - considerato spiegato - fino agli anni 80, quando i giornalisti William L. Moore e Charles Berlitz (che si era inventato in precedenza il falso mistero del "Triangolo delle Bermude") decisero di riesumare il caso e rilanciarlo in un libro. La loro tesi, poi ripresa da altri, era che i detriti erano parte di una astronave extraterrestre precipitata poco distante, e recuperata dai militari insieme ai corpi di alcuni alieni.

Questa ipotesi e' stata sostenuta in modo assai dubbio: pochi testimoni diretti, e citati capziosamente, ma molti di seconda mano; dati risultati poi errati; rivelazioni da testi anonimi; e l'accusa di congiura del silenzio da parte del governo USA. Anzi, forse di tutti i governi mondiali, per 50 anni.

Nel 1994 l'Aeronautica USA, a fronte dello scalpore crescente suscitato da queste ed altre fonti sensazionalistiche, apri' un'inchiesta ufficiale dettagliatissima sui fatti di Roswell del 1947, recuperando tutti i testimoni e i documenti utili. La conclusione fu che, al di la' di ogni ragionevole dubbio, i relitti erano proprio quelli di un pallone: con ogni probabilita' un lancio dell'allora segreto "progetto Mogul", che avrebbe dovuto monitorare esperimenti atomici sovietici.Nella primavera di quest'anno, pero', tale Ray Santilli, documentarista inglese, afferma di avere comperato da un misterioso Jack Barnett, ex-cineoperatore militare ora 80enne, delle pellicole che costui avrebbe girato a Roswell nel 1947, in cui si vedono i corpi degli alieni morti e la loro autopsia. La notizia fa subito il giro del mondo, e durante l'estate Santilli, tra mille voci incontrollate, mostra col contagocce alcuni brevi spezzoni del filmato in bianco e nero. Le immagini (di bassa qualita') mostrano i corpi senza vita di due umanoidi, glabri, macrocefali, con sei dita per mano ed una membrana scura sulle cornee, che vengono esaminati da medici in camice e mascherina, e poi sezionati per estrarne gli organi interni....             

February 20

...

 

                      Image hosting                         www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws

                                

 

 

 

                                          BY

                                                               www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws www.Bigoo.ws Image hosting

 

 

                                       Image hosting                                                                                   Image hosting

 

 

 

 

Clock

Loading...
LA LUNA  
Photo 1 of 7